Ultima modifica:
14-10-2014

Contaminazione industriale SIN Brescia-Caffaro

La storia della Caffaro, storica fabbrica di PCB nel bresciano. Una delle aree più contaminate d'Italia.


Descrizione:

Nella città di Brescia, a poche centinaia di metri dal centro storico, l’industria chimica Caffaro (dal 1985 di proprietà della SNIA-BPD, poi divenuta SNIA S.p.A.) è operativa dal 1906. L’industria inizialmente produceva soda caustica (NaOH), con celle elettrolitiche cloro-soda a catodo di mercurio; successivamente, a partire dagli anni Trenta, si dedicò prevalentemente a produrre composti organici del cloro, in particolare i PCB (policlorobifenili) dal 1938 al 1984, produzione di cui aveva l’esclusiva per l’Italia, su licenza Monsanto.

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Informazioni di base
Nome del conflittoContaminazione industriale SIN Brescia-Caffaro
NazioneItalia
Città e regioneRegione Lombardia , Italia
Localizzazione del conflittoBrescia
Accuratezza della localizzazioneAlta (livello locale)
Causa del conflitto:
Tipo di conflitto. Primo livelloIndustria/Manifattura/Installazioni militari
Tipo di confitto. Secondo livelloDiscariche, trattamento rifiuti speciali/pericolosi, smaltimento illegale
Industria chimicha
RisorseTerra
Prodotti chimici
Acqua
Rifiuti industriali
Dettagli del progetto e attori coinvolti
Dettagli del progetto

Inizialmente la Caffaro produceva soda caustica (NaOH), usata per saponi, tessuti, stoffe, carta. Dal 1930 le attività sono state principalmente dedicate alla fabbricazione dei derivati del cloro, tutte sostanze tossiche, cancerogene e non degradabili. Alcune di loro sono conosciute come l’inquinante organico persistente (POPs ) o “Dirty Dozens” [18].

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Area del progetto700 ha
Tipo di popolazioneUrbana
Popolazione impattata:25.000 abitanti circa
Data di inizio del conflitto:14/08/2001
Imprese coinvolte (private o pubbliche)Caffaro S.p.A from Italy
Snia S.p.A. from Italy
Attori governativi rilevanti:Ministero dell’ambiente e della protezione della terra e del mare;
Regione Lombardia;
Azienda unità Sanitaria Locale (ASL Brescia);
Agenzia Regionale Protezione Ambientale Lombardia (ARPA Lombardia);
Comune di Brescia.
Organizzazioni della società civile e le loro pagine web, se disponibili:* Comitato popolare contro l’inquinamento zona Caffaro - www.ambientebrescia.it
* Rete Antinocività Brescia - www.antinocivitabs.org
* Comitato per l’ambiente Brescia sud - www.achab.info/acqua
Conflitto e mobilitazione
Intensità del conflittoBassa (attività modesta di organizzazioni locali con scarsa capacità di mobilitazione)
Temporalità del conflittoMobilitazioni dopo gli impatti
Gruppi mobilitati:Contadini
Organizzazioni sociali locali
Abitanti (cittadini/comunità rurali)
Movimenti sociali
Scienziati / professionisti locali
Forme di mobilitazione:Elaborazione di documenti indipendenti (es. reports, dossier, note informative)
Lavoro di rete/azioni collettive
Sviluppo di proposte alternative
Azioni legali/giudiziarie
Media-attivismo
Lettere e petizioni di reclamo
Campagne pubbliche di informazione e denuncia
Proteste di strade/manfestazioni
Occupazioni di spazi pubblici e edifici
Appelli/ricorsi per una valutazione economica dello status dell'ambiente
Impatti del progetto
Impatti ambientaliVisibile: Insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, Contaminazione dei suoli, Fuoriuscite di contaminanti, Contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità delle acque, Contaminazione delle falde acquifere/riduzione dei bacini idrici, Altro (specificare sotto)
Altro (specificare sotto)* Dopo il 2001, alcune analisi del terreno portate a termine dall’ARPA e dall’ASL di Brescia con il supporto dell’ISS hanno assodato che in tutto il territorio i PCB e le diossine erano presenti nel terreno da dieci a cento volte sopra i limiti di legge, fino ad un massimo di 8.330 μg/kg per il PCB (limiti della legge 1-60 μg/kg) e di 3.322 ngTEQ/kg per le diossine (limiti della legge 10 ngTEQ/kg). Altre sostanze che hanno altamente contaminato terra, falde acquifere ed acque di superficie: Mercurio, Tetracloruro di carboni, DDT [16].
* Dalle analisi dell'ARPA del 2015 delle acque prelevate dalla falda si è stabilito che ogni anno è possibile individuare la presenza di 5 Kg di Mercurio, 280 Kg di Cromo Esavalente, 200 Kg di Solventi Clorurati e 0.2 Kg di PCB [10].
Impatti sulla saluteVisibile: Malattie professionali e incidenti sul lavoro, Altre malattie legate alla contaminazione ambientale, Altro (specificare)
Potenziale: Morti
Altro (specificare)*La relazione dell’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato l’aumento dell’incidenza del cancro tra la popolazione di Brescia (2011, 2014) [17]. Inoltre, studi scientifici hanno fornito alcune prove riguardante l’associazione tra l’esposizione ai PCBs e il maggior rischio di linfoma non-Hodgkin (NHL) [18].
Impatti socio-economiciVisibile: Deterioramento del paesaggio/perdita del senso del luogo
Altro (specificare)Danni Economici per la perdita del valore delle proprietà (terre, case).
Risultati
Status attuale del progettoOperativo
Risultato del conflitto/risposta:Delimitazione territoriale
Giudizio in attesa di sentenza
Nuove legislazione/norme
Rafforzamento della partecipazione
Soluzione tecniche per migliorare erogazione/qualità/distribuzione delle risorse
Negoziazione in corso
Nuove valutazioni d'impatto ambientali e altri studi
Sviluppo di proposte alternative:I comitati locali (Comitato popolare contro l’inquinamento della zona Caffaro; Comitato per l’ambiente Brescia Sud; Genitori scuola Deledda; Rete Antinocività Brescia) hanno chiesto per anni un processo virtuoso per la bonifica del sito Caffaro
I comitati hanno chiesto un piano di bonifica generale che dovrebbe includere differenti aree contaminate (sito industriale, falda acquifera, terre pubbliche ed agricole, terre private). Un piano di questa portata richiede l'attivazione di risorse scientifiche e tecniche straordinarie nonché un finanziamento coerente e adeguato. Il progetto di bonifica, tra cui il ri-uso del sito industriale, dovrebbe avere accesso ai fondi europei. Dovrebbe essere sviluppato e monitorato da un Comitato Tecnico Scientifico, composto da esperti indipendenti. L'istituzione responsabile del piano di bonifica dovrebbe essere sostenuto da forze politiche e dovrebbe informare i cittadini e coinvolgere i comitati locali nel processo di recupero.
Consideri questo caso una vittoria dei movimenti per la giustizia ambientale?:Incerto
Spiegare brevemente il motivoNel corso degli anni, l'ambientalismo locale indipendente ha ottenuto risultati significativi. In primo luogo, facendo emergere un inquinamento ambientale disastroso rimasto nascosto per decenni. In secondo luogo, proteggendo la popolazione locale colpita dall’ inquinamento, attraverso la diffusione di informazioni e facendo pressione sulle istituzioni per fermare l'esposizione al rischio grave per la salute umana. Tuttavia, La questione fondamentale è la bonifica del Sito inquinato. Allo stato attuale, si sono ottenuti impegni per interventi circoscritti in due giardini annessi a scuole e nel campo di atletica pubblico, per alcuni milioni di euro. Manca tutt’ora un piano generale di bonifica e lo stanziamento delle relative risorse, valutabili nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Inoltre, vi è una mancanza di interesse da parte delle istituzioni per risolvere il problema.
Meta informazioni
Collaboratore:Marino Ruzzenenti (Fondazione Luigi Micheletti, Brescia), Marianna CDCA (cdca.it)
Ultima modifica23/01/2019
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